È il 1976. A New York esplode il fenomeno del running: migliaia di persone scoprono la corsa come stile di vita, e per la prima volta la maratona cittadina attraversa tutti e cinque i borough. Nello stesso autunno esce Il Maratoneta di John Schlesinger — e non è una coincidenza.
Il film racconta di Babe Levy, studente di storia e corridore solitario a Central Park, che si ritrova travolto in una cospirazione che non capisce e non ha cercato. Al centro: Christian Szell, dentista in un campo di concentramento, criminale di guerra nazista protetto da un accordo segreto con il governo americano. Szell tortura Babe legato ad una rudimentale poltrona da dentista e gli pone sempre la stessa domanda — È sicuro? — senza spiegargli cosa significa.
In questo episodio parliamo del film come documento di un’America che non si fidava più di nessuno, del duello leggendario sul set tra Dustin Hoffman e Laurence Olivier, della rivoluzione tecnica della Steadicam, e di come la corsa — in questo film — non sia mai sport nel senso classico del termine, ma sopravvivenza pura.
Con William Goldman alla sceneggiatura, Roy Scheider nel ruolo del fratello spia e una New York grigia e spietata come quinto personaggio, Il Maratoneta è uno dei thriller più inquietanti della New Hollywood. E quella domanda — È sicuro? — cinquant’anni dopo risuona ancora nelle nostri menti.





